Insonnia e dintorni. Quale cura?

Cos’è l’insonnia? La risposta è semplice: l’insonnia consiste nella perdurante incapacità di dormire. Quasi tutti abbiamo sperimentato nella vita alcune notti o periodi più o meno prolungati in cui ci è risultato difficoltoso addormentarci, mantenere il sonno costante senza risvegli o evitare di svegliarci molto prima rispetto all’ora della sveglia impostata. In ogni caso, è bene ricordare che l’insonnia si distingue dal cattivo sonno per alcuni precisi criteri: se persiste da qualche giorno a qualche settimana, è in fase acuta e può essere definita come situazionale; se perdura da più di tre mesi, si tratta di un disturbo cronico. Se il tempo che trascorriamo a letto senza addormentarci  e/o il tempo totale dei risvegli notturni superano i 30 minuti per tre o più volte a settimana, possiamo parlare di insonnia. Importante diventa anche la stima soggettiva delle ripercussioni sulle attività diurne successive alla carenza di sonno. L’insonnia primaria si presenta come unico disturbo del sonno rilevabile, mentre l’insonnia secondaria si manifesta come uno dei sintomi di disturbi psicologici o di malattie organiche.

Solitamente, chi vive questo problema diventato cronico, avverte una forte preoccupazione e sfiducia nei confronti della propria capacità di dormire. Introducendo una metafora, l’insonne si presenta come un guidatore ansioso, alle prime armi: l’attenzione pronunciata verso stimoli interni o esterni, l’intenzionalità e lo sforzo teso a compiere una determinata azione offrono il loro contributo al processo che inibisce il sonno. Inoltre, alcune credenze disfunzionali relative al sonno possono concorrere a mantenere il disturbo. Quindi, per la persona il sonno risulta insoddisfacente e determina importanti conseguenze nella vita quotidiana, intese come stanchezza, malumore e difficoltà cognitive.

Allora, se l’insonnia diventa un problema rilevante, cosa si può fare? Per prima cosa, è consigliabile rivolgersi a professionisti esperti nell’ambito dei disturbi del sonno. In caso di insonnia in fase acuta, i farmaci ipnoinducenti possono contribuire alla risoluzione del problema. In caso di insonnia cronica, il trattamento con il Protocollo CBT-I agisce sui fattori perpetuanti che mantengono il disturbo e consiste in un trattamento breve centrato sul sintomo. Dopo una approfondita valutazione diagnostica, si propongono alla persona interventi diversificati, volti al miglioramento del sonno e ad aumentare la percezione di poter gestire efficacemente il problema.

Bibliografia:

Devoto A., Violani C., Curare l’insonnia senza farmaci, 2009, Roma, Carocci editore

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